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Narrativa

Amighisti al bivio:
Migrazioni possibili
di Roberto Rosselli Del Turco

È sempre triste dover rinunciare a qualcosa che ci ha servito fedelmente per tanti anni, perché inevitabilmente molti di noi sono portati a stabilire un rapporto particolare con gli oggetti che usiamo quotidianamente, specialmente quando riempiono una buona parte della nostra vita, che sia per hobby o per lavoro poco importa. Eppure le leggi che governano il rapporto padrone - oggetto sono spietate: quando uno strumento non serve più, o si rompe, o è rimpiazzabile con qualcosa di migliore e più economico, normalmente non ci pensiamo più di tanto a fare il piccolo (o grande) passo, a pensionare la vecchia tosaerba, la macchina un po' scassata, e così via. Alcuni di questi esseri inanimati, tuttavia, hanno un modo tutto particolare di guadagnarsi il nostro affetto, e il computer rientra senza dubbio tra questi ultimi: se ci pensate un attimo, quale altro strumento impone un rapporto altrettanto diretto, vis-a-monitor per così dire? Rapporto esclusivo fino a scatenare crisi di gelosia nel partner, come ho avuto occasione di sperimentare personalmente, e a tratti quasi maniacale, come sa chiunque abbia fatto le ore piccole nel tentativo di far funzionare quel programma riottoso, o di recuperare quanto più possibile dopo un crash di sistema ...

Certo non tutti i computer sono uguali, non tutti questi scatolotti rumorosi fatti di plastica e acciaio e silicio pulsante hanno un'anima: da questo punto di vista è difficile riassumere in poche parole che cosa ha rappresentato per me, e per centinaia di migliaia di altre persone, quel particolare scatolotto chiamato Amiga, difficile contare le ore di divertimento, di entusiasmo, di soddisfazione anche nel compiere le operazioni più banali, quel mantenimento e aggiornamento del sistema che su altre piattaforme risulta invariabilmente in una lotta uomo - macchina molto poco 'amighevole'.

Purtroppo, a sei anni buoni dal fallimento della Commodore, le speranze di una rinascita di questa piattaforma non si sono ancora realizzate: nel frattempo il sistema operativo, la parte che meglio ha resistito al passare del tempo, non ha conosciuto un aggiornamento degno di questo nome; la base hardware è invecchiata inesorabilmente, tanto che molti hanno conosciuto l'amarezza di dover rottamare una macchina ancora valida solo per la mancanza di una parte di ricambio; il parco software è crollato a livelli minimi, anche se il fenomeno si è verificato soprattutto negli ultimi anni, e la base di utenti si è talmente ridotta che i pacchetti software rimasti, per quanto validi e interessanti, gravitano più nell'orbita del mondo shareware che in quella del software commerciale vero e proprio; inoltre la penuria di risorse umane ed economiche è tale che molti di questi programmi non vengono aggiornati e migliorati nel modo che meriterebbero.

Malgrado il perdurare di numerosi e ostinati segni di vitalità, basti pensare alla continua crescita del software freeware e shareware ospitato su Aminet, molti di noi si sono trovati, o si troveranno presto, di fronte a un bivio: aggiornare la macchina con una costosa scheda acceleratrice e/o grafica, oppure cambiare piattaforma? continuare a usare gli stessi programmi, o cercare di meglio su altre piattaforme? Fatti i conti del caso, spesso risulta più conveniente acquistare una nuova macchina piuttosto che tentare di ringiovanire la vecchia, considerando anche i problemi di compatibilità e di prospettive future che le acceleratrici basate su processori PPC comportano.

Anche le nuove speranze suscitate da Amiga International non devono trarci in inganno: la nuova generazione di Amiga, quando e se vedrà la luce, non avrà molto in comune con gli Amiga attuali, tanto che il vecchio software potrà girare solo in emulazione. Detto questo, è anche vero che niente vieta di affiancare una delle nuove macchine al vecchio e fidato Amiga 'old style', e mantenere quest'ultimo in attività finché la transizione non si è completata in maniera indolore. E se questo riguarda il futuro, la stessa tendenza vale per molti amighisti che hanno necessità più immediate: affiancare un PC all'Amiga, e usarlo in tutti quei casi in cui le limitazioni del secondo si fanno sentire in maniera determinante. Che il nuovo venuto finisca per soppiantare il buon vecchio Amiga non è un destino inevitabile, ma se troviamo nuovi spunti di interesse, una nuova passione nell'usare questo scatolotto magari guardato con iniziale diffidenza, le probabilità sono alte. A quel punto la migrazione sarà completa.


AMIGA


Dott. Roberto Rosselli Del Turco
Ricercatore presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Torino, da lungo tempo utente amighista, in passato ha collaborato per circa un anno con Amiga Magazine. Dall'inizio degli anni '80 si interessa attivamente di informatica, in particolar modo per quanto riguarda le tendenze all'evoluzione e all'innovazione dei sistemi operativi contemporanei. Attualmente sta concentrando la sua attenzione su Linux e sul fenomeno del free / open source software.

Puoi contattare l'autore scrivendo a:
rrosselli@diff.org


 


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